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domenica 30 dicembre 2018

Attack on Titan 2 - Le ali della libertà di Omega Force

Si può dire realmente di tutto di questo tie-in a cura di Omega Force (ω-Force), seconda incursione action-rpg dedicata nel mondo di Shingeki no Kyojin; manga di indiscusso successo planetario a cui è seguita una delle serie anime più belle degli ultimi anni a cura di WITStudios, ma che non sia un funambolico ottovolante emotivo, divertente, frenetico ed esaltante, assolutamente no.
La sua stessa presenza sul mercato si configura in maniera decisamente strana, come le creature che l'umanità deve affrontare al di là delle mura, un autentico enigma. Si tratta di un seguito indiretto del gioco originariamente pubblicato nel 2016, sempre dagli stessi sviluppatori. AOT2 riassume tutta la storia già raccontata nel precedente videogioco pur rappresentando, di fatto, un nuovo interessante inizio ma da un altro punto di vista (se non vi siete persi in questa descrizione, vi meritate una patata) Attack On Titan 2: Wings of Freedom è un titolo che non ha dimenticato del tutto il suo esordio ma che al suo secondo tentativo tenta di riscriverlo, seguendo i consigli della fanbase, agguerrita ed attenta di questo autentico fenomeno popolare.


AOT2 è un action-RPG guidato da una indovinata serie di modifiche ed aggiunte, rispetto al precedente gioco, un titolo più rifinito e migliore nel suo complesso, con uno stile visivo più pulito e combattimenti parzialmente ridisegnati nell'economia di gioco. Nel precedente gioco prendevamo il controllo di Eren Jeager, il protagonista della vicenda che assieme ai suoi amici e compagni combatteva i temibili Giganti. La storia di AOT2 ci mette al centro del feroce conflitto tra umanità e una razza di umanoidi dalle fattezze incredibilmente grottesche, apparsa dal nulla, che ha spazzato via una grande percentuale della popolazione umana divorandola orribilmente. Costretto a cercare una nuova vita dietro tre enormi cinta di mura (Wall Sina, Wall Maria e Wall Rose) costruite per tenere fuori queste enormi ed invincibili creature mostruose, desiderose di uccidere, l'umanità ha cercato lentamente di ricostruirsi, anche attraverso un distinto profilo militare. AOT2 racconta una seconda età della razza umana, un originale post olocausto medioevale con qualche innesto steampunk. All'interno delle mura, tutti i giovani desiderosi di voler contribuire a questa nuova identità nazionale avranno la possibilità di intraprendere la carriera militare in uno dei tre corpi a servizio della razza umana, Il corpo di Guarnigione, il Corpo di Gendarmeria, o il Corpo di Ricerca/esplorazione.

I Giganti sono realmente grotteschi

Nel precedente titolo, affrontavamo l'avventura seguendo sommariamente gli eventi della serie animata, cambiando opportunamente personaggio, a volte con una punta di pigrizia nello sviluppo degli eventi, ma con una discreta varietà su schermo. Qui invece, vestiremo i panni di un ipotetico 11° eroe del 104° Corpo cadetti. Nel manga di Isayama i protagonisti della vicenda erano i primi 10 classificati del corso di cadetti. Nel gioco di Omega Force siamo un eroe che non riesce a piazzarsi tra i primi dieci, un espediente accorto, che di fatto non ci costringe a rivedere e giocare blocchi di gioco già visti nella precedente escursione fuori dalle mura, ma ci spinge in una interessante rielaborazione prospettica. Sulle prime quest'idea può lasciare amareggiati, per esempio, in AOT2 non affronteremo direttamente il famoso Gigante Colossale durante l'assedio di Trost e così via.


Dopo aver creato un personaggio con un editor ricco di possibilità ed orpelli estetici, stavolta non saremo costretti ad utilizzare un personaggio specifico, come nel gioco precedente, ma potremo unirci al Corpo di Ricerca, con un personaggio inedito di nostra creazione, che pur tuttavia, segue da vicino la storia ma che non si può (naturalmente) trasformare in un titano come Eren. Dopo i 10 famosi protagonisti-eroi classificati nel corso cadetti e raccontati nel dettaglio nella serie originale, Omega Force ci costringe piacevolmente ad incarnare un abile soldato ma che non riesce a rientrare nei ranghi dei migliori del corso ma che ben presto conquisterà i cuori di tutti i personaggi della storia, con il suo coraggio e le sue incredibili imprese. Un'idea quantomeno brillante, a ben pensarci, perché nonostante narrativamente "esclusi" dalla storia originale, ben presto ci sentiremo coinvolti attivamente a farne parte.


Il gioco è completamente tradotto in italiano ed offre 
possibilità di customizzazione davvero buona

Nonostante ciò, il gioco racconterà gli eventi fedelmente, è encomiabile la leggerezza con cui il tutto verrà mostrato, non rendendo mai troppo sottrattiva la narrazione di Wings of Freedom e senza far mancare questi aspetti. Potenzialmente siamo dunque la tipica carne da cannone che Isayama ci ha raccontato nel suo inquietante manga avventuroso, dai tratti shonen. Stavolta però avremo un nome, una faccia, e una storia, drammatica come quella di Eren. Forse persino più coinvolgente sapendo che il videogioco, per ovvie motivazioni, non può certamente riscrivere e distanziarsi troppo dagli eventi e dalle situazioni che abbiamo visto già verificarsi nel manga e nella serie animata...


BIGGER AND BETTER
Le prime ore del gioco coprono lo stesso terreno della serie animata, lasciando piacevolmente colpiti per la fedeltà all'opera originale così come la minuziosa ricostruzione degli ambienti, o la riproduzione ad hoc dei dialoghi più significativi e caratteristici della serie, oltre a questo ci sarà una autentica pioggia di situazioni già viste, parecchio divertenti da giocare però. La grafica in cel-shading è molto aderente al gioco, e quando l'azione prederà quota, ci sembrerà di giocare ad una versione interattiva dell'anime, con animazioni realmente spettacolari. Fin da subito verremo infatti gettati nel fitto dell'addestramento militare a cui si sono sottoposti Eren e soci, rivivendo efficacemente gli eventi del primo gioco, anche se in un contesto leggermente più condensato. Già da questo aspetto ci si rende conto che il titolo conta su una maggiore fedeltà, pur raccontando nuovamente parte degli eventi già giocati e vissuti, sebbene con qualche significativa variazione. Un'idea certamente generica ma brillante quella di voler tassativamente seguire gli eventi dell'anime ma dal punto di vista di un signor nessuno (o una signora nessuna)

Il training-grounds del Corpo dei cadetti

La prima parte del gioco è dedicata ad una serie di tutorial dinamici e da un'esposizione narrativa meticolosa che ci racconta le numerose idee di game design che ci inseguiranno per tutto il gioco. Sono presenti davvero moltissime modalità di gioco e con il proseguimento del medesimo, a ritmo costante, ne verranno aggiunte sempre di nuove che renderanno molto gradevole continuare ad esplorare questo gioco fin nei suoi più intimi recessi. Il fulcro del gioco è composto dal combat system, ciò che rende vitale ed eccitante il combattimento in AOT2 è senza dubbio il famoso AMT, ovvero il celebre meccanismo di movimento tridimensionale che dona a tutto il gioco un funambolico divertissement sui generis. Il nostro equipaggiamento base per abbattere i Giganti è composto da un paio di lame e un marchingegno meccanico che spara tramite una propulsione in forma gassosa degli arpioni in una superficie distante come una casa, un albero, una parete rocciosa o persino un minaccioso Titano/Gigante.


Con l'aiuto delle provvidenziali bombole ci proietteremo nell'aria, danzando ad incredibili altezze e come moderni samurai volanti, decideremo qualche parte del corpo colpire dell'orrore fisiologico che ci si para dinnanzi. Scivoleremo su ogni ostacolo, decideremo la zona da colpire a seconda della nostra necessità, potremo optare per una uccisione pulita, oppure per una mutilazione a seconda della nostra necessità. Potrebbe essere più saggio eliminare le gambe, oppure la braccia, o ancora colpire alcune zone che rilasciano preziosi materiali per migliorare le nostre armi e il nostro equipaggiamento. Il movimento AMT è animato in maniera spettacolare, e ricopia perfettamente ogni movimento visto nella serie animata. Ogni uccisione è valutata a seconda dei tentativi fatti, il tempo di abbattimento, quante volte siamo riusciti a colpire, quante volte siamo stati afferrati consecutivamente e così via. Riceveremo di conseguenza medaglie e una valutazione, anche utilizzare oggetti speciali o aiuti dei nostri commilitoni influirà sul nostro risultato finale.


Le situazioni concitate in AOT2 non mancheranno

Essere "sparati" lungo il terreno ed in aria, è particolarmente intenso. Decidere dove aggrapparsi su uno dei cinque punti del Gigante, aggirarlo, muoversi a mezz'aria e poi lanciarsi sopra, facendo oscillare selvaggiamente le nostre taglienti lame sui loro colli deformi è parecchio esaltante, a patto di avere l'onestà intellettuale di ammetterlo e sentirsi appagati dall'offerta del gioco di Koei. All'inizio può sembrare un sistema piuttosto macchinoso da padroneggiare, ma nel giro di un'ora danzeremo nell'aria menando colpi micidiali, o realizzeremo complesse combo assieme ai nostri compagni di squadra, cambiando rapidamente bersagli, eludendo attacchi, infliggendo poderose bordate contro i corpi di questi orrori antropomorfi. Le zone di combattimento, su cui si basa il fulcro del gioco, offrono una buona varietà, fin dalle prime zone iniziali che dovremo attraversare. Vaste pianure punteggiate da dirupi e ruderi, villaggi innevati, foreste giganti, fortificazioni abbandonate, i luoghi della serie sono stilisticamente riprodotti con una fedeltà assoluta. Il movimento tridimensionale non è l'unico metodo si spostamento disponibile, potremo infatti usare anche un cavallo per raggiungere diverse zone, e come nella serie, i temibili Giganti non ostacoleranno la nostra cavalcatura.




A CACCIA DI GIGANTI
È difficile uccidere un gigante. Rappresenta sempre e comunque una sfida.
Uno dei primissimi aspetti che colpisce di questo titolo è la prassi per uccidere un gigante, un'ostica dinamica sulle prime, stavolta non per colpa dei soliti controlli deficitari di tanti, cari (ed amati), videogiochi giapponesi, qui invece mappati piuttosto bene. Ma per via di una spericolata giostra di azioni contestuali ai controlli del giovane cacciatore che spinge a pronunciarsi in scontri infiocchettati di QTE e una rapidità d'esecuzione e lettura del combattimento, non indifferente.
Un aspetto, questo, che restituisce una certa fedeltà all'opera originale, se ci pensiamo, in cui i prodi cadetti finivano per essere divorati vivi, a seguito di manovre tridimensionali ardite o per via di una acclarata incapacità di carattere personale oppure di natura strategica: sbagliare troppe volte a colpire le loro nuche glabre ci porterà all'inevitabile decesso, restare senza gas e lame, idem.
Essere un soldato di "serie D" garantisce una morte prematura, decidere sul momento una strategia inefficace, ci farà morire e divorare. Basta un solo singolo errore, infatti, e i Giganti ci mangeranno vivi.



In pratica, svolazzargli intorno, come fastidiose mosche umane, alla ricerca del loro punto debole, così come sostare troppo nei pressi della loro goffa presenza, aumenta un apposito indicatore di consapevolezza che questi esseri famelici e gigantropici possiedono. Una volta che questo indicatore raggiungerà il suo limite, e lo farà relativamente alla svelta, lo schermo si tingerà di un ematica colorazione, la BGM si dilaterà, distorcendosi ed inizieranno i guai seri per noi e per i nostri impavidi compagni di squadra, perché saremo individuati dai Giganti. Il Gigante (o i Giganti) a questo punto inizieranno un feroce inseguimento con una furia che travolgerà edifici e ogni barriera eretta dall'uomo, alla nostra ricerca.



I palazzi verranno completamente devastati mentre l'essere ci braccherà senza tregua. L'unica azione da considerare caldamente in questi casi, è la fuga. A questo punto dovremo allontanarci rapidamente, usando provvidenzialmente il meccanismo ATM e aspettare pazientemente che l'indicatore si svuoti progressivamente, poi riprendere il combattimento con più accortezza la prossima volta. Questo non è di per sé un male durante le prime missioni, dove ci è reso possibile ancora familiarizzare con i controlli, ma successivamente diverrà un aspetto in grado di sbilanciare in toto l'esito di una missione: istigare troppo un gigante oltre che essere molto pericoloso, ci farà perdere anche del prezioso tempo aspettando che si calmi per poterlo riattaccare nuovamente...senza contare, come se non bastasse, che ogni sua reazione è sintomatica ed unica del suo carattere.


Alcuni giganti potrebbero persino saltare e cercare di afferrarci, altri potrebbero scegliere di lanciarsi con tutto il loro peso su di noi, altri ancora, potrebbero scegliere di restare completamente immobili, salvo poi attaccarci con una ferocia inaspettata, inseguendoci fino a sfinirci o farci perdere tutto il gas.
La summa di questi aspetti nell'economia del gioco, funziona molto bene, alla prova dei fatti, rendendo i Giganti le "star" indiscusse del gioco. Con i loro ridicoli sogghigni, i loro movimenti sgraziati e cedevoli, sembrano incredibilmente raccapriccianti nella loro deforme fisionomia e non sarà facile affrontarli, nemmeno quelli di stazza più piccola, terribilmente veloci. A livelli di difficoltà più elevati, o quando le missioni e la storia principale entrerà nel vivo, i titani diverranno più veloci ed aggressivi, inoltre inizieranno a compiere nuove ed imprevedibili animazioni che renderanno molto difficile e rischioso ucciderli. Sarà possibile richiedere l'aiuto dei nostri commilitoni, potremo utilizzare la classica pistola flashbang per accecare temporaneamente i nemici, oppure diversi altri item di gioco, potenziabili ed ottenibili, ma in caso si rimanga senza lame, o senza gas, o senza aiuti della nostra squadra (a seconda della potenza si ricaricheranno più o meno lentamente) saremo praticamente morti.


Il gioco restituisce una certa, palpabile difficoltà nell'affrontare i giganti, perché offre alcune stuzzicanti e coraggiose varianti in termini prettamente ludici, tra giganti anomali e giganti "normali" c'è una meravigliosa confusione su schermo che degenera rapidamente. È decisamente apprezzabile a conti fatti lo sforzo profuso, perché viene evocata efficacemente la stessa atmosfera tensiva e precaria degli scontri della serie anime. La battaglia e il pathos che ne consegue è presente in dosi massicce, così come una improbabilità di fondo che non rende mai scontato un risultato, nemmeno con un piccolo gigante di cinque metri. Parlando in termini squisitamente videoludici, AOT2 assomiglia ad un classico Musou di Koei e Tecmo, la formula è replicata con impeccabile perizia: mappa estremamente leggibile e piena di icone, obiettivi ben segnalati, missioni primarie e secondarie, etcc.


Un elemento decisamente stravagante è di Attack on Titan è il punto debole dei Giganti: una piccola zona di un metro circa, posta nella parte inferiore del collo, se recisa, elimina il Gigante facendolo evaporare, ma non sarà facile raggiungerla. Alla squisita compattezza del combattimento si aggiunge un elemento fortemente strategico, ennesimo rimando alla serie e al materiale originale. Potremo infatti edificare diverse strutture sul campo di battaglia per aumentare le nostre possibilità di successo, come torri di rifornimento, torri con cannoni o persino basi per l'estrazione di materiali. Ogni struttura ha uno specifico peso strategico nella battaglia, e gli scontri potranno essere molto precari se non agiamo con una certa logica. Per esempio, costruire una torre di approvvigionamento di lame e gas in un luogo pieno di Giganti potrebbe essere una scelta da pagare a caro prezzo, poiché potrebbe essere facilmente distrutta.


I Giganti infatti possono abbattere ogni nostra struttura, e avendo limitazioni di costruzione, una volta esauriti i segnali fumogeni (ennesima idea tratta dal materiale originale) potremmo aver perso il vantaggio tattico. Se nelle prime missioni è possibile resistere agevolmente a questi errori, nelle fasi avanzate, il semplice piazzamento sbagliato potrebbe determinare la prematura fine di una partita.
Anche in questo caso Omega Force ci offre molte soluzioni per portare avanti la nostra campagna single player. Sarà possibile liberare una zona dai mostruosi Giganti e scegliere di edificare una torre di estrazione, per ottenere materiali speciali oppure potremo prendere il controllo di un cannone e bersagliare i nemici, ma anche in questo caso, avremo colpi contati e potremmo essere facilmente afferrati. Alcuni giganti ad esempio si muovono lentamente, altri corrono, altri sono immobili, altri ancora danzano ma tutti questi mostruose aberrazioni hanno una specie di percezione che li rende davvero pericolosissimi. Come se non bastasse inoltre, il gioco offre oltre alla modalità storia, con il succitato cutom-chara, la modalità alternativa, che è il classico "Free mode" tipico dei Musou, la modalità inferno, sbloccabile a termine dello STORY mode, la modalità multiplayer (Annihilation Mode) co-op e molto altro. Con il nostro personaggio dovremo lanciarci in pindarici scontri volanti contro i Giganti, la mappa sarà letteralmente piena di queste disturbanti creature che deambulano pigramente sulla mappa, e noi dovremo ucciderle. AOT2 offre una notevole varietà di missioni, a tempo, di sterminio, barricamento, posizionamento, rifornimento, cattura, esplorazione, ricognizione, offre diverse soluzioni ludiche per seguire fedelmente gli eventi che accadono al Corpo di Ricerca.


"Abbiamo aumentato ogni aspetto del gioco del 2016 come animazioni, modalità, interazioni con i personaggi della serie, abbiamo migliorato anche i titani"


Koei-Tecmo’s President e CEO Hisashi Koinuma

Le loro goffe membra si agiteranno maliziosamente mentre cercheranno di neutralizzare i nostri attacchi o quelli della nostra squadra e sarà oggettivamente epico vederli mentre si staccano i nostri rampini da dosso o raccolgono i nostri compagni per divorarli. Momenti come questo amplificano l'intensità della narrazione, specialmente quando siamo divisi tra una richiesta urgente d'aiuto di un compagno in difficoltà o quando qualcuno che è afferrato da un Titano chiede disperatamente di essere soccorso. È onestamente difficile non sentire la pressione in questo momenti, e allo stesso modo, è molto avvincente. Ogni uccisione ha un grado, ogni azione nel combattimento sarà valutata a termine della battaglia, e ci conferirà PE per aumentare il livello, migliorare le relazioni di squadra, ottenere abilità da equipaggiare, spesso esclusive di un personaggio.




GENTE DI CITTÀ
Il sistema "Town Life" invece, rappresenta l'altra faccia della medaglia di AOT2.
Per eccellere nell'arte dell'affettatura dei Giganti sarà necessario portare a termine con esito positivo una fitta rete di relazioni personali con tutti i personaggi canonici della serie che stazioneranno in pianta stabile diverse zone del gioco. Si tratta di un momento particolarmente distensivo di Wings of Freedom, in cui potremo misurarci con i personaggi più caratteristici e riposarci dagli estenuanti scontri offerti dalle numerose missioni secondarie. Anche in questo caso Omega Force pur non regalando simulazioni impressionanti di vita cittadina, porta a termine il compito nel migliore dei modi, offrendo una movimentata serie di attività secondarie cui prendere parte, spesso si tratterà di dialoghi, addestramenti aggiuntivi, piccole missioni, piccole ricerche di NPC temporaneamente scomparsi e cose simili. Nel gioco ci saranno diverse zone da visitare, tutte già viste nell'anime, il distretto di Trost, il Corpo cadetti, la zona d'addestramento e molte altre...gran parte degli edifici saranno visitabili ma non si tratta di edifici elaborati.



Con questo sistema cittadino basato su risposte a scelta multipla è possibile persino amplificare molti aspetti di un game design che funziona egregiamente. Ottengono un piccolo vantaggio i fan delle serie, quando alcuni personaggi faranno domande specifiche, ma generalmente è un sistema fluido che permette di introdurre missioni secondarie. Non rientriamo di fatto nei magnifici 10 ma saremo ugualmente apprezzati dall'intero corpo militare, scalando presto le sue fila come popolarità.
In questa modalità oltre che aumentare la nostra affinità con i diversi personaggi, potremo craftare il nostro equipaggiamento, attraverso i materiali recuperati dai corpi da alcuni giganti o comprare un cavallo più veloce e resistente.


Questo sistema offre allo sterminatore di giganti di crearsi il suo equipaggiamento specifico, potremo scegliere le lame, il meccanismo di movimento tridimensionale, le dimensioni delle bombole. Ogni singolo oggetto del nostro equipaggiamento è sostanzialmente diverso, ci saranno cavi che permettono una distanza di aggancio maggiore, lame più taglienti, bombole più o meno capienti, nei negozi sarà possibile inoltre rinforzare, potenziare, o costruire da zero il nostro armamentario. Potremo inoltre avere accesso a molte attività collaterali, Side mission, dialoghi aggiuntivi. Ogni progresso sarà meticolosamente riportato dal nostro diario che ci offrirà ogni biografia sbloccata, e terrà traccia di ogni progresso di amicizia.




Parlare con tutti i personaggi della serie farà aumentare la nostra affinità con loro, questo aspetto è di primaria importanza, perché si sbloccheranno diversi aiuti in-game durante le battaglie. 
Per esempio, parlando con Annie Leonheart, se riusciremo ad entrare nelle sue grazie, quando usciremo nelle missioni di combattimento o di ricognizione ci darà una mano, potendo reclutarla durante alcune missioni. Fino a 4 personaggi possono essere reclutati con classificazioni S, A, B, C... Sarà consigliato caldamente affrontare una missione con un compagno abile almeno tanto quanto noi, onde evitare una raccapricciante morte.

Ogni volta che richiederemo un aiuto da un nostro commilitone
ci sarà una sequenza apposita diversa 
Con un praticissimo sub menu possiamo teletrasportarci direttamente dal personaggio in questione, oppure possiamo raggiungerlo uscendo da una zona, a nostra scelta. Questa modalità mette a nudo l'anima JRPG [basica] di AOT2, offrendo di fondo una notevole varietà di gameplay: potremo acquistare regali per i personaggi, usando la moneta di gioco raccolta durante le missioni. Donare l'oggetto giusto al personaggio giusto, farà aumentare sensibilmente il nostro livello di amicizia, inoltre c'è veramente l'imbarazzo della scelta su quale attività intraprendere. Possiamo decidere di intraprendere missioni di ricognizione assieme ad un NPC, possiamo giocare nei panni di un gigante (precedentemente catturato) contro Eren e il Corpo di Ricerca. La trama segue molto da vicino quella della serie anime, arrivata alla terza stagione, quindi i fan hanno già familiarità con quello che sta succedendo su schermo, ne conseguirà che avranno un certo vantaggio nell'anticipare alcune risposte di alcuni npc. Conoscendo l'indole di diversi personaggi, tramite l'anime sarà relativamente facile rispondere a tono ad ognuno di loro.


Attack On Titan 2 è chiaramente un titolo che non è stato progettato per il pubblico di massa del videogioco odierno, quello che segue fedelmente le vicissitudini e i pistolotti dei canonici tripla A.
Ma per i fedelissimi esploratori del corpo di ricerca dei titoli stravaganti e bizzarri made in JP che avranno, con questa piccola perla, di che essere pienamente soddisfatti.
AOT2 è un titolo decisamente insolito, con qualche spruzzata di elementi RPG e con un grande sistema di combattimento di fondo, letteralmente colmo di così tanti piccoli tocchi di classe disseminati praticamente ovunque, che rafforzano una personalità non indifferente. 
È un titolo profondamente convinto e rispettoso del materiale originale da cui è tratto, lungi dall'essere un mero adattamento dell'anime, Attack on Titan 2 ~ Wings of Freedom vola sulle ali della libertà degli sviluppatori offrendo una gratificante esperienza complessiva che i fan della serie adoreranno. Nonostante il suo lento, ma metodico inizio, Attack on Titan 2 offre un gameplay emozionante insieme ad una trama intrigante che, a parte lo scontatissimo melodramma di fondo che vi lascio scoprire, ha un ritmo davvero incalzante e offre alcuni momenti ispirati, come quando saremo al servizio della cattura del corpo di Ricerca o quando seguiremo da vicino le spedizioni più famose della serie. La combinazione unica tra movimento e meccanica di combattimento ed elementi GDR si combina con una trama avvincente tale da rendere Attack on Titan 2 un videogioco assolutamente da giocare specialmente se non si è indifferenti alla strepitosa serie anime.

È una bestia unica, un gigante anomalo di questo mercato, non fatevelo scappare.

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