PS3 | XBOX 360

Chi ha connesso almeno una volta una console di vecchia generazione alla rete, avrà sicuramente avuto il piacere (?) di vedere nei menù della dashboard una voce chiamata obiettivi/trofei.

Cosa sono queste parole magiche? Cosa avranno mai architettato quei geni del marketing a capo delle
nostre aziende preferite? In che modo hanno influenzato la vita ludica dei giocatori?

Gli Achievement sono, com'è noto ai più, obiettivi da sbloccare durante il gioco creati dagli sviluppatori e salvati tramite sincronizzazione all’interno del nostro account. Completare la storia, finire un capitolo, spolpare una quest secondaria, raccogliere tutti i collezionabili. Questo e tanto altro all’interno di una sorta di score-system online, in cui milioni di utenti possono competere e confrontarsi, osservare e sbavare dietro un utente che ha raggiunto un’impresa impossibile.

Un’idea davvero riuscita sulla carta. Quello che prima facevi in disparte, lontano da tutti, nel buio della tua stanza, ora puoi farlo vedere al mondo. Ad inizio gen nemmeno ci facevo caso a quei "bling!" a schermo. Giocavo e completavo in modo old-school, senza nemmeno visionare quelle infinite liste di comandi sotto dittatura. Un malaugurato giorno però accade che quel maledetto dito va a finire proprio su quella stramaledettissima icona a forma di trofeo. Leggo e noto percentuali, grosse percentuali. Perché in fin dei conti sono sempre stato un po’ sviscerante nei confronti dei miei giochi comprati con i miei sudati risparmi. Entro dunque in questo meccanismo perverso, completo richieste, consulto guide, chiamo amici, eseguo qualche run di troppo e talvolta bestemmio. Forse è un bug, forse non ho fatto rotolare bene la mia auto per quattro volte consecutive, ma bestemmio lo stesso.

Così pochi?

Passano gli anni e i platini, passano le ore e i giorni. L’account si gonfia, la richiesta amico è sempre pronta ad ogni accensione. Una leggera soddisfazione di completamento. Un’insulsa voglia di giocare e sbloccare, talvolta anche barando e ,soprattutto, sbadigliando.

Quando ti svegli si sa, è troppo tardi. Presto ti rendi conto che stai sotto mafia legalizzata con questi obiettivi. Presto ti rendi conto che tutto stai facendo, tranne che divertirti. Stai completando un qualcosa che non ti appartiene. Lo fai perché c’è scritto. Lo cerchi perché da solo non ci avresti pensato neanche lontanamente a fare quella cosa. Sblocchi un contenuto che non fa parte nemmeno delle statistiche di gioco. Gioca online sei mesi dopo? Rientra nel 3% dei migliori giocatori settimanali? Fai 100 capriole? Percorri 30.000  chilometri con l’auto? Smembra 53.596 infetti? Stai immobile per mezz’ora? Investi 600 persone con un carro armato? Ma è uno scherzo? Sto realmente "aumentando la longevità" dei miei titoli? Sto davvero facendo qualcosa di coerente con il 100% del gioco vero e proprio?

Ci prendono per fessi. Non bastavano le palline sulla mappa e le frecce verso il prossimo obiettivo. Devono dirmi pure cosa fare con il mio gioco. Cosa sbloccare per raggiungere il 100%. Una prassi che dovrebbe essere naturale e sopratutto fattibile da fare senza videoguide di sorta. Inutile farcire un mondo di gioco con mille pezzi da recuperare solo grazie alle guide. Perdi tempo, non ti diverti, non sei ripagato. Li implementano anche come "segreti" a volte, ma a che scopo? Ok quelli finalizzati a prevenire uno spoiler, ma gli altri? Perchè Uccidi 20 persone di fila con un mitra va inserito come obiettivo nascosto? Se ne vergognano anche i designer che lo hanno pensato ed inserito nel loro gioco, secondo me.

Il punto poi è che quella percentuale è fasulla. Davvero pochissime volte ho visto una lista obiettivi sensata, coerente e giusta nei confronti del gioco stesso. Ed è anche scorretta perché a causa dell’online mettono una vera e propria data di scadenza al completamento del gioco. Comprate il gioco in fretta, boostate online con gli amici e buttate il gioco poi, se proprio ci tenete. Ottimo marketing, non c’è che dire.

Prima il premio per la riuscita e il completamento di un’azione era un’arma speciale, una missione extra oppure un approfondimento aggiuntivo al mondo di gioco. Un tot collezionabili equivaleva ad un reale premio in-game. Ora il più delle volte è solo un argento, magari un oro se sono generosi. Perché i contenuti si danno attraverso i DLC, mica al nostro impegno giocante.

Non c’è criterio e non c’è libertà per buona parte di questo meccanismo. Quella buona idea non è altro che business. Ci sono pure hacker in questo sistema, ci sono pure doppioni dello stesso gioco, ci sono pure persone che hanno passato cinquecento ore solo per sbloccare quella maledetta icona. 


 Pure qua ci ha trollato Kojima...

Invece di mettere una quarantina di obiettivi inutili, perché non premiare realmente il giocatore? Perché tante volte non vedi achievement sulle quest secondarie e a tutti quei reali sbloccabili inerenti il gioco? A volte giochi per cento ore e sblocchi il MONDO all'interno del gioco, ma la percentuale a stento raggiunge il 16%. Eppure ho giocato tanto, ho fatto tutte le quest e ho ucciso pure il boss segreto, ti ripeti incredulo, ma quello che loro ti chiedono è pura fuffa perditempo e nient'altro. Per non parlare poi dei casi in cui si snatura il concept stesso del gioco con richieste e run specifiche davvero fuori luogo.

I buoni frutti in parte li hanno ricevuto, questi furbacchioni. Non è raro infatti trovare in rete gente disposta a giocarsi una poltiglia fumante pur di aggiudicarsi un platino facile, gente che compra in base alla difficoltà degli Achievement o, nei casi più estremi di dipendenza, che non compra un gioco della prima sfornata PS3 solo perché non hanno ancora la patch ai trofei. Tutti risultati che ovviamente fanno bene alle tasche degli sviluppatori, e non mi spiego perché giochi più di nicchia si ostinano a presentare liste obiettivi difficilissime. Perché non sfruttate anche loro il passaparola del platino/1000G facilissimo per piazzare qualche copia in più sul mercato? Se il trend tira perchè non utilizzarlo come cavallo di troia per far entrare roba di pregio nelle case dei meno attenti? Scommetto quello che vi pare che uno Yakuza con 12 oro e 1 platino "regalati" verrebbe preso molto più in considerazione, pure sottotitolato in greco antico.

Dopo svariati anni ho riflettuto e meditato, abbandonando quasi del tutto questa prigione contenutistica che fa male sia al divertimento che al tempo richiesto. Non ho mai raggiunto dipendenze simili alle estreme ipotesi di cui al paragrafo precedente, non ho mai comprato un gioco in base ai trofei e non ho mai abbandonato il retrogaming solo perché non mi da la possibilità di sincronizzare gli obiettivi sull'account, ma ho preferito ritornare in quell’atmosfera old-school in cui sono l’unico e solo capo del divertimento e della sfida. Alla lista fatta bene, sporadicamente, non ci sputo sopra. Ma restano casi sporadici. Perché sporadici sono i casi in cui questo score gratifica senza ricorrere ad eccessi che poco hanno a che fare con il giocare sano ed edificante.

E sia chiaro che la mia non è una critica verso chi gioca e si diverte con la condivisione ed i punteggi. Non è una critica verso quelli che finiscono il gioco sette volte, quelli che comprano in base alla difficoltà dei trofei, quelli che passano cento ore online per uccidere un totale di umani richiesti dal trofeo o che chiamano un amico per totalizzare un’impresa impossibile da fare onestamente online. Per quanto mi riguarda il mondo videoludico può pure sbattersi per sbloccare l’obiettivo "finisci il gioco bendato e saltellando con una gamba".

Volevo solo dirvi che sono stato uno stronzo a cascarci.