sabato 18 giugno 2016

Resident Evil 7, la Terza Era

PC | PS4 | XBOX ONE

Se c'è una cosa che ricorderemo a lungo di questo E3 2016, è l'apparente stravolgimento forzato di alcuni importanti brand che durante la kermesse losangelina, hanno subito un drastico cambio stilistico, o quantomeno, questo è quello che abbiamo potuto amaramente constatare.

Durante il video di presentazione del nuovo Resident Evil VII, la gente in sala, e noi nelle nostre postazioni di gaming, circondati da viveri di prima necessità quali patatine e bibite gassate, abbiamo faticato non poco a capire di cosa si trattasse sulle prime. Se non avessimo letto il titolo che campeggiava tronfio alla fine del video, avremmo sicuramente pensato ad un reprise in grande stile dello sfortunato progetto Silent Hills (PT) di Hideo Kojima e Guillermo del Toro. Non avevamo nessun ragguaglio stilistico per capire che quella, invece, era lo storica saga delle S.T.A.R.S di Capcom. L'ambiente, le luci, la visuale in prima persona, nulla pareva ricordarlo. Eppure si trattava proprio del nuovo capitolo survival horror di casa Capcom, sua maestà, Resident Evil. Fasciamoci la testa con bende o prepariamo l'aid spray a portata di mano.

Dopo il video e la sua diffusione ufficiale, dopo l'annuncio della data di uscita (Gennaio 2017) I giocatori della saga e non solo, sono stati raggiunti presto da parecchie perplessità e molte domande.

"Visuale in prima persona?"
"Ma è davvero Resident Evil?"
"No, ma.. è P.T Dai, si vede"
"Sembra Silent Hill o sbaglio?"
"Ma c'è dietro la mano di Kojima?"
"Per me è D1"
"La saga per me è morta"
"Per fortuna che non è come RE6."
"Ma sarà tutto così il gioco?"
"Mi ispira"
"Mi fa schifo.."
"E' stato fatto per il SONY VR..."


E via discorrendo.

E ci sembra pure normale, onestamente.
Chi dice di sentirsi a casa dopo aver visto questa nuova interpretazione del brand, parecchio avanguardista ed azzardata; che segue a piene mani il filone dell'horror reaction che impazza su youtube, mente a se stesso, e probabilmente anche alle radici stesse del genere. Resident Evil VII (da adesso RE7) non sembra un reboot forzato, o uno spin-off, e nemmeno un esperimento, sembra proprio una tech-demo per il VR. Sembra tutto, tranne quello che un fan della serie si aspetterebbe di vedere.
Capcom ha rilasciato tempestivamente nuove informazioni per giustificare questo drastico cambio di rotta per tranquillizzare i fan, ma la faccenda è peggiore di quanto ci aspettassimo. Perchè ogni tornata di informazioni, ogni specifica, ogni dettaglio che emerge, o che viene rilasciato, è una autentica coltellata al cuore per i vecchi fan e non solo.

Alcuni brillanti artisti grafici di DeviantArt stanno già dimostrando
cosa avremmo potuto giocare ...

La parte giocabile mostrata nella demo (e disponibile fin da subito solo per gli utenti playstation plus) non sarà presente nel gioco finale, quindi possiamo a tutti gli effetti parlare di una tech-demo, utile per testare le reazioni del pubblico sulla nuova formula definitiva apportata a questo storico brand.
Già quel "definitiva" suona come una improba minaccia. Ma le cose stanno così.

"La visuale in prima persona ha aiutato tantissimo il devteam nello sviluppare il tipo di gioco a cui vogliamo puntare"

"Il personaggio sarà completamente diverso dai precedenti eroi della serie, inoltre non sarà una persona "esperta" a situazioni del genere"

"Resident Evil 7 NON è un reboot. È ambientato pochi anni dopo Resident Evil 6"

Koushi Nakanishi - Producer


No, non è il nuovo Silent Hill.
Terrificante, secondo alcuni "troppo"

Focalizziamoci sull'ultima dichiarazione del Producer di RE7:

"Comincia una nuova "era", la terza con precisione, dopo i primi tre Resident Evil e quelli più action ovvero RE4, RE5 e RE6"


E' interessante il discorso di Koushi Nakanishi sulla ''Terza Era'' del brand che inizierà proprio da questo settimo capitolo. Se riflettiamo sul suo passato, dobbiamo riconoscere che questa saga si era già trasformata con il quarto capitolo, rispetto agli isometrici volumi di orrore proposti in Resident Evil 2 e il primo, indimenticabile, Biohazard. Shinji Mikami distrusse la telecamera fissa in favore di una vera e propria visione rivoluzionaria con innesti arcade, tutto quello che sarebbe venuto dopo, si sarebbe semplicemente adagiato e cementificato sulla sua innovativa formula, senza trovare spesso il giusto equilibrio tra una mano ferma ed un game design limpido. Mikami con RE4, ha piazzato l'orrore alle spalle del giocatore, permettendogli allo stesso tempo di interagire con il level design stesso del gioco. Il risultato ancora oggi viene ricordato come il propulsore della nuova era del Third Person Game/Shooter. Senza RE4, per esempio, Dead Space sarebbe stato diverso e forse Gears of War non sarebbe mai nato.


Questo filone di gameplay "action" è durato fino al sesto indecoroso capitolo della serie, quindi, seguendo le rivelazioni di Nakanishi, ci troviamo dinnanzi a tutti gli effetti, ad una divisione di giusto 3 capitoli ad era. Il primo, il secondo ed il terzo Resident Evil (con le loro mille declinazioni videoludiche, come per esempio RE: Code Veronica) abbracciavano la telecamera fissa. Quarto, quinto e sesto lo stile TPS. Questa a noi sembra una soluzione di comodo per spiegare, o provare a farlo, un cambio di rotta abbastanza assennato, dovuto quasi esclusivamente a voler rendere Resident Evil una serie ancora più commerciale, tuttavia prendiamo atto delle parole di Nakanishi con fiducia.


Dobbiamo forse dimenticare completamente lo stile che contraddistingue la serie?
Questo settimo capitolo, seguendo questa classificazione perentoria, fornita ai giocatori per addolcire la pillola, non lascia che dubbi e ferite scoperte: che fine hanno fatto in questa improbabile classificazione i capitoli canon FPS rail gun per Wii? Inoltre, pare che il Producer abbia le idee un pochino (ci permettiamo di farlo presente) leggermente confuse:

"Per chi vuole sparare, stiamo realizzando Umbrella Corps"

Ad ogni modo, RE7 dovrebbe dare il via alla terza (futura) trilogia di gameplay, ovvero la Terza Era di Resident Evil. Una dichiarazione molto importante che non lascia dubbi sul futuro della serie e sulle intenzioni da parte di Capcom di rimettersi in gioco per l'ennesima volta, mostrando un prodotto quasi estraneo alla serie, ma comunque interessante.

Impossibile non notare la numerazione che viene fusa con la titolazione

Ho avuto modo di provare la demo, giusto per farmi un'idea del nuovo lavoro di interpretazione dello studio 1 di Capcom.
Siamo in una casa, legati, sconvolti, senza apparente via di uscita.
La visuale in prima persona ci immerge in una atmosfera malsana, ci mostra un pericolo costante, fatto di suoni grotteschi e musiche lugubri che ci accompagnano durante una meticolosa esplorazione di questa decrepita struttura.
La cosa che mi ha colpito fin da subito è lo stile, praticamente estraneo alle mani giapponesi.
Sembra più un horror occidentale moderno, cinematograficamente più vicino ad un Non aprite quella porta, (remake) piuttosto che un Eye nipponico.

La demo dura poco (circa 15 minuti) ma ha lo stesso replay value visto in P.T.
Ad ogni nuova run, il giocatore può sfruttare prima o dopo, i vari segreti/vie scoperte nella run precedente, per poi arrivare alla medesima conclusione.
Il level design e l'esplorazione fanno ben sperare. Siamo limitati per via dell'impostazione, che non ci permette molta azione, gunplay, cover system e via discorrendo sono da dimenticare (per ora), ma allo stesso tempo, è rincuorante vedere così tanto spazio dato ad una sana, lenta, esplorazione.
Un sacrificio al gameplay classico quindi, molto probabilmente dovuto alla sua natura di gioco VR, che se da un lato aumenta l'immersione, dall'altro tende a immolare parti del gameplay tradizionale tanto caro e rodato. Vengono abbandonati i tecnicismi tipici della serie, in materia di gameplay, per alleggerire il carico.

CONCLUSIONI

Stiamo assistendo ad un mondo videoludico che freneticamente cambia, che cerca di virare ulteriormente sull'esperienza interattiva, anche a costo di sacrificare le faticose innovazioni ludiche maturate, così come alcuni aspetti di gameplay faticosamente raggiunti.
RE7 è un nuovo inizio, non solo per il brand, ma anche per le nuove tecnologie VR che avanzano spedite verso di noi fruitori del console gaming e che sembrano voler stravolgere anche pilastri ludici come Resident Evil, coraggiosamente o forse assurdamente.
Se questo azzardo si rivelerà un bene o un male, non saprei dirlo, con franchezza.
Una parte di me è genuinamente curiosa, l'altra ha ben più di un timore quando vengono apportati simili cambiamenti al DNA ludico e stilistico di un gioco. Il mondo VR si sta rivelando un pericoloso magnete che attrae ogni brand dentro una vorticosa esperienza virtuale, ma forse sta facendo perdere il senso del gioco standard, che in definitiva nella sua scontata natura, trovava un ampio consenso di pubblico e critica.
Una semplice moda passeggera oppure un nuovo standard per il media?
Non lo so, ma una cosa è certa, ne vedremo delle belle con questa nuova interpretazione.



3 commenti:

  1. Per me è una vergogna....ascoltate i fan il coro mira al cancellatelo... talmente sbagliato che nessuno ha scritto aggiustate lo. ..non ci sta nulla da aggiustare va solo spostato nel cestino

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  2. Non sono affatto contento della direzione intrapresa. Come l'autore (imho) saggiamente mette in luce nell'articolo, credo che non ci siamo.
    Da fan storica non lo comprerò.

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  3. Non mi convince, ho provato la demo ma sospendo il giudizio.

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