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martedì 7 giugno 2016

RECENSIONE - Unit 13: un TPS a portata di Vita

PSVITA

La line-up dedicata al lancio mondiale del dispositivo portatile PlayStation Vita ha dato l’opportunità ai creatori dell’online bellico Sony per eccellenza, SOCOM, di portare al pubblico una nuova IP.
Zipper Interactive riprende in mano il proprio modello di Third Person Shooter e lo adatta per bene alle caratteristiche della nuova console, senza però
sacrificare alcuni aspetti strategici che da sempre caratterizzano il loro stile.


Esce così UNIT 13, TPS a tema antiterrorismo su un gruppo di soldati scelti pagati per muoversi all’interno del territorio nemico e portare a termine incarichi più o meno rischiosi.

Della storia sappiamo ben poco. Anzi il gioco non ha nemmeno una storia tradizionale con filmati che collegano le varie missioni. Inizia tutto con un semplice addestramento che illustra i pochi comandi del gioco, quasi a voler sottolineare la sua totale filosofia only gameplay decisamente poco allettante per i giocatori che vogliono farsi trasportare da storie profonde e personaggi memorabili.


Il tutorial ci fa muovere i primi passi in un ambiente urbano, guidati da una visuale a spalla tipica del genere e con un sistema di shooting basato sulle coperture. Basterà premere il tasto cerchio per appiattirsi contro qualunque cosa presente a schermo senza perdere però la possibilità di sparare, anche alla cieca, ai nemici presenti a schermo. Un ottimo passo in avanti per quanto riguarda la comodità rispetto alla precedente PlayStation Portable , che si è sempre mostrata poco adatta alle telecamere libere vista l’assenza di una seconda levetta analogica fondamentale per l’esecuzione delle giuste manovre. UNIT 13 è comodo e reattivo, snello e riuscito nella mappatura dei tasti e fortemente portatile nella sua anima di mordi e fuggi sempre ben accetto quando si parla di gaming fuori casa.

Finito il semplice addestramento si sbloccherà una prima griglia di missioni in singolo liberamente selezionabili dal comodo menù. I vari simboli presenti su ogni casella rappresentano la tipologia missione, e si suddividono in quattro obiettivi dalle caratteristiche simili, ma con variazioni di gameplay ben diversificate.

Azione diretta è basata su obiettivi da portare a termine senza grosse limitazioni e variabili. Con limite invece le cose cominciano a farsi più difficili. Un tempo che scorre a schermo divide i vari obiettivi di gioco, favorendo l’approccio più rapido e letale per quanto riguarda le armi. Arrivati al checkpoint si potrà tirare un sospiro di sollievo e ricaricare la barra del tempo in vista del prossimo obiettivo da completare.

Incognito mette in mostra tutto il lato stealth del titolo. Sfruttando le caratteristiche furtive messe in mano al giocatore, bisognerà portare a termine le missioni senza allarmi e avvistamenti.


UNIT 13 è infatti farcito di momenti fortemente improntati all'azione furtiva. Buona parte degli schemi è inoltre riempita di telecamere di sorveglianza e fili che innescano potenti esplosioni se toccate per sbaglio. Il giocatore dovrà quindi aguzzare bene la vista ed eludere anche questo tipo di minacce elettroniche. Per quanto riguarda le mine invece si potrà optare per la disattivazione manuale, metodo più lento ma decisamente più silenzioso rispetto ad una bella fucilata su mina con conseguente esplosione che spaventerà i nemici nelle vicinanze.
Le armi furtive la fanno da padrone durante questo approccio. Il gioco favorisce le classiche instant-kill alla testa rigorosamente eseguite con silenziatore. Sfruttando bene le coperture e sfoltendo i nemici singolarmente è realmente possibile completare vari blocchi missione senza destare sospetti.
Infine ci sono le missioni Élite, le più difficili a causa di vari malus da non sottovalutare. In primo luogo l’energia sarà ben visibile a schermo, senza ricarica automatica. Questo, accompagnato dall’assenza di checkpoint, costringerà il giocatore a muovere i propri passi con estrema attenzione. Soltanto una croce salutare alla fine di ogni obiettivo ricaricherà l’energia persa, ma ogni morte costringerà a rigiocare l’intera missione dall’inizio.
Come avrete ben capito questo titolo non è propriamente user-friendly. Buttarsi a capofitto in uno scontro a fuoco porterà a morte certa. L’autoricarica non deve confondere. Pure un nemico a volte può portarvi ad un game over inaspettato.
In nostro aiuto viene la modalità stealth e la scelta del personaggio ad inizio missione. I sei membri dell’unità presentano armi e caratteristiche uniche. L’armiere ad esempio ha un’ottima salute e una grande capienza di colpi, però pecca in furtività e velocità. Commando è il classico agente che non eccelle in niente, però si limita al bilanciamento equo di tutte le caratteristiche. Per le missioni furtive invece possiamo optare per il cecchino oppure l’infiltrato, vere e proprie macchine fantasma deboli nell’energia, ma con equipaggiamenti silenziosi e basati sulla lunga distanza.
Al termine dei vari incarichi riceveremo anche dei punti esperienza che potenzieranno il livello dei nostri comprimari. Ben dieci livelli che accresceranno abilità specifiche ed equipaggiamento. Presente anche una sinteticissima possibilità di customizzazione che si amplierà con l’aumentare di questi livelli. Parliamo di una manciata di armi sempre più forti, mirini con upgrade di mirino e puntatori vari, silenziatori per ogni occasione e dispositivi di lancio.


Ben fatto il sistema di score ideato dagli sviluppatori. Ogni colpo alla testa in sequenza, ogni uccisione furtiva eseguita con successo e ogni telecamera-mina distrutti, andrà ad aumentare un apposito contatore di punti che a fine missione riempirà e registrerà online delle stelle che rappresentano l’efficienza del nostro operato. Un gioco che si presta bene anche all’arcade mode quindi, capace di regalare ulteriori ore di divertimento ai puristi in cerca di sfide contro se stessi o contro la loro lista amici.
La cosa migliore in tutto questo è che possiamo parlare di una tipologia di gioco che su Vita fa faville. Il mission design monta obiettivi semplici e ben riconoscibili, dalla durata mai troppo invasiva e da ottimi tempi di caricamento. Tralasciando la difficoltà di alcune missioni, parliamo sempre di partite che non superano mai i dieci minuti di gioco, senza interruzioni di trama e filmati da tenere d’occhio. C’è solo un breve Briefing con voce femminile che illustra i vari obiettivi a inizio missione, ma per il resto la struttura delle missioni è perfetta per una console portatile ed il gameplay abbastanza comodo nella sua essenza di shooting con coperture e con una buona dose strategica.
Ottime notizie anche a livello contenutistico. Oltre alle 36 missioni in singolo è possibile affrontare una campagna coop che mette in luce il motivo per cui in singolo non è il TPS più facile in circolazione. Sbloccando le stelle invece potremo accedere ad un altro blocco missioni che richiederanno l’uccisione di alcuni bersagli primari, nemici più tosti della norma presenti in alcune location della campagna in singolo. Infine il gioco sbloccherà regolarmente una serie di missioni giornaliere composte da obiettivi già visti durante la campagna ma resi unici grazie ad alcune modifiche come tempo a disposizione oppure bonus-malus al nostro alter ego.
I comandi touch di Vita sono relegati unicamente alla funzione di short cut. Potremo ricaricare l’arma semplicemente toccando la sua icona raffigurativa oppure selezionare i vari menù di gioco. Stessa cosa per il lancio di una bomba oppure il disinnesco di una mina. Un’implementazione ai minimi storici che di certo non sfrutterà al massimo le potenzialità della console in questo campo.


Sul lato dei controlli non ci sono grosse lamentele. Mobilità, mira, telecamera e precisione sono su buoni livelli. Giusto durante la corsa si può perdere un po’ di vista la sensibilità della visuale, regolabile manualmente e affidata all’analogico destro della console. Inspiegabile l’assenza di un tasto per abbassarsi. Il nostro personaggio sarà sempre leggermente abbassato ma non quanto basta per abbassarsi al di fuori del campo visivo. Solo l’aggancio di una copertura occulterà completamente il nostro personaggio. Un po’ scomodo anche il cambio spalla posizionato sulla freccia direzionale. Per girare a destra-sinistra bisognerà prima entrare in modalità mira e solo successivamente si potrà selezionare il cambio. Troppi secondi di troppo durante uno scontro a fuoco, quando si poteva benissimo spostare la visuale anche con personaggio pre-mira.
Buono il comprato tecnico invece. Le mappe sono quasi sempre dettagliate, con una qualità delle texture che oscilla sul medio-basso livello. Un po’ riciclati i modelli dei nemici e troppo anonimo e stereotipato per quanto riguarda il design invece, vero punto debole del titolo insieme ad una ripetitività che si fa sentire ben presto a causa di un colpo d’occhio sempre uguale e da missioni che ben presto di ripeteranno sia negli obiettivi che nelle location.
Una serie di problematiche che purtroppo non rendono perfetto un titolo che sicuramente poteva mostrare un po’ di originalità in più, magari sfruttando meglio il lato artistico degli addetti ai lavori e calcando leggermente di più la mano su tutti quegli aspetti legati alla varietà del mission design.
Così com’è possiamo solo parlare di un buon TPS di lancio, perfetto sul lato mordi e fuggi della console e con un buon livello di sfida, grazie al suo shooting leggermente strategico ed uno score-system che non deluderà gli appassionati del genere.


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