l Gamer May Cry: RECENSIONE - The Clock Tower Saga - Primo Rintocco



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martedì 28 giugno 2016

RECENSIONE - The Clock Tower Saga - Primo Rintocco

PC | PSX | SNES | WONDERSWAN

Nella costante, irrefrenabile, ricerca di collaboratori ed appassionati di ogni opera videoludica, Gamer May Cry stavolta, offre luci, palco e microfono a Yurinoa, instancabile giocatrice di survival horror, devota appassionata di horror gaming e naturalmente, fervente seguace della saga di Clock Tower e di ogni sua incarnazione videoludica.
Questo speciale è un genuino atto d'amore verso una delle saghe più importanti, formative ed inquietanti dell'intero sotto-genere survival horror e preannuncia cosa abbiamo
in serbo per voi...quando i tempi saranno maturi e il battito dei vostri cuori sarà accelerato fino a farvi percepire il sottile piacere dell'oblio.

Lasciate dunque che l'orologio rintocchi. Ancora una volta.

Clock Tower Special
恐怖の時間

Sicuramente Clock Tower è una delle saghe di videogiochi horror più sottovalutate di sempre. Prodotta da Human Entertainment (software house fondata nel 1983 e chiusa nel 1999) nel 1995 propose una struttura di gioco innovativa, basata essenzialmente sull'evitare lo scontro diretto con i nemici, focalizzandosi invece sull'esplorazione e sugli enigmi per portare a compimento avventure dai toni macabri ed inquietanti.
Clock Tower è senza alcun dubbio una saga che si è distinta nel panorama videoludico. E' infatti riuscita, nel corso degli anni, a guadagnarsi una discreta fetta di utenza, perlopiù incuriosita dalle meccaniche di gioco originali e ben studiate, che permettevano di vivere l'horror in maniera totalmente diversa.
Al giocatore stavolta non spetta di controllare il classico soldato armato fino ai denti, come Capcom sancirà nell'anno successivo, nel 1996, con Biohazard (Resident Evil), ma una giovane fanciulla la cui unica possibilità di salvezza è la fuga dal nemico, senza alcuna possibilità di combatterlo.


Contrariamente a tanti altri videogiochi action-horror, non si dovranno fronteggiare orde di zombies famelici, ma, il più delle volte, un solo implacabile, antagonista. Questi sarà spesso invincibile, e tanto ostinato da rappresentare un ostacolo insormontabile per tutta la durata del gioco.
Una peculiarità di game design che spesso non incontrò in toto l’approvazione del pubblico dedito all'horror gaming, abituato perlopiù ad un approccio con questa categoria di videogiochi più votato all'azione immediata. La saga venne infatti apprezzata soltanto da una nicchia di appassionati.


Un po' a causa della politica di distribuzione della software house stessa, i vari capitoli di Clock Tower vennero distribuiti a singhiozzi, tant'è che il primo capitolo non uscirà ufficialmente fuori dal Giappone.
Purtroppo non sono riuscita a giocare i vari titoli in ordine strettamente cronologico. Mi sono avvicinata alla serie grazie ad Haunting Ground, indimenticabile survival horror prodotto da Capcom per Playstation 2 il quale rappresenta una sorta di seguito spirituale della saga stessa.
In seguito ho giocato a Clock Tower 3 che, pur mantenendo il titolo originale, è uno spin-off non canonico esattamente come Haunting Ground. Solo dopo molti anni sono riuscita a scoprire la mitica trilogia della Human Entertainment; con molta fortuna ho recuperato Clock Tower 2 (Clock Tower secondo la numerazione occidentale) per poi continuare con Clock Tower: Ghost Head e chiudere in bellezza con Clock Tower: The First Fear (il primo capitolo). Come videogiocatrice posso dire di aver trovato tutto ciò che volevo in un survival horror: la tensione provata nel sentirsi davvero impotenti contro nemici inespugnabili mi ha fatto provare quel brivido che tanti horror moderni non riescono più a farmi provare (nonostante alcuni buoni esperimenti come The Last of Us e The Evil Within per portare paragoni recenti).
Clock Tower incarna per me la perfezione assoluta, tutto ciò che si può volere da un titolo survival-horror.


Clock Tower
クロックタワー Kurokku Tawā
La stupenda artwork cover della versione Super Famicom
ad opera di Akiyoshi Ijima
 

Il primo capitolo della serie, conosciuto anche come Clock Tower: The First Fear, sarà a lungo ingiustamente dimenticato. Il gioco originariamente uscì su Super Famicom (il SNES JAP) ma solo per il mercato giapponese. Le tematiche affrontate e alcune scene, decisamente violente per l'epoca, specialmente per una Nintendo americana assai censoria verso tutti i prodotti che non rientravano strettamente nei loro dogmi etici, non permisero al gioco di lasciare la distribuzione nipponica ed arrivare sul territorio USA e, conseguentemente, europeo.
L'avventura di Jennifer, macabra ed inquietante, mal si sposava con la console vivace e colorata di Mario e Yoshi che campeggiava sulle televisioni e riviste patinate dell'epoca Reagan come l'intrattenimento definitivo per famiglie. Successivamente, dal 1997 al 2010 il gioco verrà riproposto anche su altre piattaforme (tra cui PC, Wonderswan e Playstation) ma incredibilmente nessuna di queste versioni arriverà mai a toccare l'occidente, anche se esistono alcune traduzioni amatoriali in lingua inglese, Clock Tower, non è mai uscito fuori dai confini giapponesi.
Il gioco è un'avventura "punta e clicca" con una solida grafica 2D, primo ed unico capitolo ad averne usufruito, e ci mette nei panni di Jennifer Simpson, un ragazza orfana di entrambi i genitori che vive nell'Orfanotrofio Granite a Romsdalen, in Norvegia. Lei e le sue amiche Laura, Anne e Lotte (provenienti dallo stesso orfanotrofio) saranno le protagoniste di questo incubo.


Nella limited edition di Clock Tower per Playstation
 era presente anche un piccolo booklet
con un manga a colori

Le ragazze sono in procinto essere adottate da Simon Barrows, un signorotto benestante che vive in una lussuosa villa immersa in una fitta foresta, isolata dal mondo civilizzato: la magione Barrows. Le premesse iniziali del luogo isolato, non sono affatto confortanti.
Le ragazze vengono accompagnate alla loro destinazione finale, letteralmente, dalla loro insegnante Mary, tutrice dal carattere calmo e pacato, il cui compito è introdurle al nuovo padre adottivo.
Giunte all'imponente magione, la donna si allontana dalle ragazze per comunicare il loro arrivo al Signor Barrows, lasciando le quattro giovani in attesa nell'atrio. In breve le fanciulle si accorgono che qualcosa non va, in particolar modo quando realizzano che la loro insegnante è scomparsa da diversi minuti..A quel punto l'intraprendente Jennifer decide di voler vederci chiaro ed inizia a cercare la tutrice..ma senza esito.

La vhs promozionale conteneva il trailer esteso del gioco prima del film. 
Ha superato i 13,000 Yen se ve lo state chiedendo.














Al suo ritorno, Jennifer scopre che le sue amiche sono sparite senza lasciare alcuna traccia.
Da lì a poco inizierà il suo personale incubo. E anche il nostro. L'isolamento, il minimalismo della UI*, l'avatar che dobbiamo controllare, la BGM da autentici brividi anche se usa il chip audio del SNES, notoriamente non eccellente, faranno tutto il resto.
A questo punto emerge la genialità del game design di Hifumi Konuo che lascia completamente soli il giocatore e Jennifer dentro la Mansion. Non ci sono aiuti, indicazioni su schermo, consigli o tutorial, né alcun appiglio per procedere con la macabra avventura. Qualunque sia la scelta che Jennifer compia, dopo una indimenticabile sequenza; che dipende esattamente che come il giocatore decide di procedere durante l'esplorazione della magione, faremo la conoscenza di ScissorMan. Turpe, odioso ometto che resta ancora vivo tutt'oggi e nella memoria di tanti giocatori, autentico tormento dei Kurokku Tawa.
Ad onor del vero, il nomignolo "ScissorMan" fu affibbiato alla creatura dai giocatori. Noi lo chiameremo Bobby.


Questo grottesco nano deforme che si aggira per la villa armato con un gigantesco paio di forbici, rappresenta l'unico antagonista principale di Jennifer per tutta la durata del gioco. Non dobbiamo  però farci ingannare dal suo aspetto bizzarro, vestito come una marionetta, Bobby è un osso duro. Un feroce inseguitore, un instancabile aguzzino, un essere ripugnante, dannatamente scaltro.

La cover americana di Clock Tower (2) era decisamente d'effetto

Ciò che colpisce maggiormente nella caratterizzazione di questo odioso nemico, apparentemente invincibile, è il sadismo quasi demente con cui spaventa il giocatore e Jennifer, salvo poi muoversi verso di noi con incredibile lucidità. Durante l’intera avventura Bobby farà la sua comparsa improvvisamente, magari mentre stiamo esplorando una stanza, oppure mentre stiamo esaminando elementi dello scenario o innescando determinati eventi narrativi e ludici. Bobby può addirittura uscire da una scatola. A quel punto, dovremo scappare. Sempre. Oppure nasconderci in armadi, sotto un letto, buchi nella parete e sperare di essere stati precisi nei controlli. Un solo, singolo errore, equivarrà alla prematura dipartita di Jennifer oltre che la fine della nostra avventura.

Alcuni omaggi ai film di Dario Argento sono a dir poco evidenti

Non ci sono punti di salvataggio o password. Se Bobby riesce a prenderci, sarà il Game Over. Verremo riportati alla main-title del gioco ma potremo riprendere dall'ultima stanza visitata.
Il gameplay rappresenta una parte interessante del gioco, infatti il giocatore non controlla direttamente Jennifer ma il cursore su schermo, con cui è possibile guidarla durante l’esplorazione della villa. Posizionando e cliccando su determinati oggetti come ad esempio porte o scale, interagiremo con questi elementi di gioco. Allo stesso modo potremo ottenere informazioni ed una descrizione se clicchiamo su un quadro o un oggetto specifico. Bizzarro trovare questa formula di gioco sul SNES poiché appannaggio fino ad ora del mondo del Pc gaming.

Jennifer Connelly è Jennifer Corvino in Phenomena 1984
Bridget Fonda è Linda in Evil Dead III Army of Darkness 1992
Jennifer e Lotte

E' interessante anche il sistema di vitalità di Clock Tower: nella parte in basso a sinistra un piccolo riquadro, raffigura il volto di Jennifer. La ragazza è circondata da un alone che cambia colore, quando lei ha paura, è terrorizzata o è calma. Azzurro significa che è in stato di calma, giallo rappresenta un lieve turbamento, arancione è sinonimo di stato allarmato e, infine, rosso rappresenta che Jennifer è completamente sopraffatta dal panico. Quando lo stato è rosso è più probabile che Jennifer sia attaccata nel corso di un confronto diretto con Bobby. Inoltre, mentre fugge dal suo orrido inseguitore c'è la possibilità che Jennifer inciampi, facendola cadere e rendendola del tutto vulnerabile se questi le è vicino.

Anche correre per la magione porta ad aumentare il panico. Tuttavia, la ragazza potrà riposarsi in quasi ogni punto della casa semplicemente senza fare nulla; Jennifer si siederà a terra e la sua inquietudine diminuirà lentamente, portandola a calmarsi nel giro di pochi minuti. Basteranno però piccoli eventi per far cambiare nuovamente colore al riquadro: un pappagallo che inizia a canticchiare "I KILL YOU" oppure un quadro che inizia a sanguinare o, ancora, un armadio gonfio di scarafaggi, i quali finiranno a zampettare addosso alla povera ragazza.
Questi eventi (e molti) altri eventi, spesso raccontati con pregevolissime scene animate, tutte rigorosamente in pixel-art, faranno peggiorare la sanità mentale della ragazza, fino a culminare, quando verrà minacciata fisicamente, nella temuta modalità di Panico (Panic Mode): una specifica condizione in cui è necessario premere ripetutamente il tasto Azione per evitare che Jennifer muoia.
Ma anche gli spaventi continui possono far terminare la partita in GAME OVER, quindi il giocatore dovrà restare sempre allerta.

Clock Tower è considerato uno dei capostipiti del genere definito "Survival Horror"


Due cenni sul level design e come sono strutturate le aree, mi paiono d'obbligo.
Le aree sono esplorabili liberamente (ad eccezione di quelle che necessitano di una chiave) La magione è un luogo con più piani, quindi spesso ci toccherà esplorare a lungo ogni zona e capire esattamente la struttura dell'edificio, con un ragionato backtracking. Dovremo memorizzare le porte aperte e quelle chiuse, e dovremo ricordarci esattamente la varie stanze. "Questo è il bagno", per esempio"questa è la camera da letto" e così via.
E' importante familiarizzare fin da subito con questi aspetti perché avremo sempre dietro le costole Bobby, che non ci darà tregua, quindi un vicolo cieco o una stanza sbagliata, potrebbe essere l'ultimo luogo che visita Jennifer in vita terrena.
In base all'ordine in cui le diverse aree verranno visitate, scatteranno eventi importanti che decideranno il destino dei vari npc del gioco, ovvero le amiche di Jennifer.
Il gioco offre una gran quantità di finali multipli che vanno da positivo a negativo, in base ad una semplice scala in lettere, con il finale A - B - C ad esempio, otterremo un buon epilogo, al contrario nel finale D - E - F - G - H assisteremo addirittura alla morte della protagonista con diverse grottesche varianti. Sono presenti 8 finali alternativi, ognuno differente, più un finale "segreto" (S) ottenibile solo compiendo una serie di azioni specifiche durante la partita.

Quando il videogioco si fa debitore del cinema e viceversa

Ciò che mi ha colpita è proprio l’incredibile varietà che offre il titolo sotto questo profilo. Basta anche un piccola variazione del nostro percorso per modificare drasticamente gli eventi finali dell'epilogo,
e trasformare interamente la partita. Questo aspetto offre una notevole rigiocabilità se si è curiosi di vedere tutte le varianti possibili dei finali. Purtroppo il gioco ha una longevità davvero debole ed è possibile completarlo anche in meno di un’ora (la mia prima partita è durata 3 ore procedendo molto lentamente n.d.a).
Nonostante l’abbia giocato per ultimo, reputo Clock Tower: The First Fear uno dei capitoli della serie migliori in assoluto, in grado di spaventare pur adottando meccaniche semplici ma davvero ben congegnate. La trama che strizza l’occhio a Phenomena e Suspiria (noti film horror di Dario Argento) rappresenta un'ulteriore valore aggiuntivo all'atmosfera del titolo e sicuramente reca un omaggio importante al maestro italiano del brivido.
Le splendide sequenze cinematiche, la trama creepy, le mille trovate per vivacizzare ogni singola partita, lo rendono un cult assoluto del survival horror.
In definitiva, Clock Tower è una pietra miliare del genere survival horror e del retrogaming, assolutamente consigliata a chiunque abbia voglia di provare una esperienza di gioco intrigante, spaventosa e seminale.



Yurinoa
Fine ?


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