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martedì 26 novembre 2013

Shenmue: post-mortem o imminente rinascita?

Gamer May Cry non è solita commentare news o speculare su rumors, ma quando qualcosa in termini ufficiosi/ufficiali inizia a muoversi attorno ad uno dei nomi più importanti nella vita di un Gamer, è impossibile resistere alla tentazione di riportare, commentare e speculare...
La goccia che ha fatto traboccare il vaso proviene direttamente da sito ufficiale della Game Developer's Conference, tale www.gdconf.com, precisamente al link:  http://www.gdconf.com/news/yu_suzuki_revisits_shenmue_in_.html
Riportando fedelmente il testo:

"For March's Game Developers Conference 2014, we're announcing one of the most exciting game postmortems yet.
Yu Suzuki, the influential Japanese game designer famously known for his work at Sega, will be delivering a Classic Game Postmortem on the iconic Dreamcast game ShenmueMark Cerny, game designer and lead system architect for PlayStation 4 will be on-hand to translate Suzuki's presentation into English for the audience.
Suzuki, currently president of his own studio YsNet, will talk for the very first time about the creation of the console classic Shenmue. Beginning with the origin of the title as a Virtua Fighter-based RPG on the Sega Saturn, he will take the audience through the long journey of the game that led to its ultimate release in 1999 on the Sega Dreamcast.
This is an hour-long session - we'll have more scheduling details about the talk as GDC gets closer, but we figure a lot of you would like to get this on your radar! If you can't make it to GDC, be sure to watch the session livestreamed on GameSpot."
Riassumendo nella lingua di Dante,  Yu Suzuki terrà un post-mortem di ben un'ora, con tanto di live-streaming made in gamespot, nel quale il celeberrimo game designer ripercorrerà la nascita e l'evoluzione dello storico, mastodontico e compianto progetto Shenmue.
La cosa suonerebbe come un definitivo e solenne addio alle gesta di Ryo Hazuki non fosse per la presenza al fianco del designer, in veste di traduttore, di Mark Cenry, uomo simbolo del progetto Play Station 4.
Proprio in occasione della Game Devoloper's Conference 2013 fu twittata una foto dei due, stando a quel tweet, intenti a discutere di un ritorno di Shenmue su PS4.

La cosa sarebbe caduta nell'oblio non fosse stata per un'intervista, giusto poche settimane, ad Adam Boyes condotta dal portale Kotaku (intervista da Kotaku), nel quale l'uomo Sony confermava l'interessamento della società verso le IP con forti richieste da parte del pubblico, giapponese in particolare, menzionando esplicitamente Yakuza e Shenmue tra i brand più attesi.
Insomma. Tante coincidenze... Sega che afferma di essere disposta a rispolverare Shenmue a patto che uno dei tre grandi competitors del mercato console se ne carichi i costi di realizzazione in cambio dell'esclusività, Suzuki che annuncia l'intenzione di lanciare una campagna Kickstarter per Shenmue III salvo non averlo più fatto ed essere beccato qualche settimana dopo detta esternazione in sospetta compagnia di Mr.PS4, Boyes che conferma un interessamento della società verso certe IP ed ora questo evento in live-streaming al quale presenzierà pure Cerny al fianco di Suzuki.
Solo il naturale prosieguo di un'amicizia tra i due nata all'epoca della militanza di Cerny in Sega, o qualcosa di grosso bolle per davvero in pentola stavolta? Chi vivrà vedrà.


8 commenti:

  1. Qua ci vuole una collection HD, no roba come god of war-brand famoso a caso che ha già fatto sfaceli di vendite.
    T.T

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  2. Hmmmm..Io sparo, un nuovo Yakuza con dentro cameo di Ryo Hazuki, il massimo che possiamo ottenere.
    Chiariamo solo per dovere di cronaca che ShenMue è diventato "leggenda" per gli occidentali, in specifico per Europei ed Americani, non per i giapponesi che si interessarono relativamente poco al gioiello di Suzuki, fin da subito, decretando un calo di vendite considervole in patria.
    Il perché è facile da intuire.
    In Shenmue vestiamo i panni di un giovane "tradizionale" della cultura nipponica, aperto relativamente poco ad un cambio di mentalità a fronte della perdita dei propri valori tradizionali.
    Questa scelta, forse voluta da Suzuki, forse dettata dalla stessa età del padre di Virtua Fighter, o forse a seguito di una educazione rigida e giapponese, in parte ha penalizzato l'interesse. Il fatto poi che il primo capitolo fosse ambientato dentro una cittadina tipica del Kansai o Osaka, fu assai poco incentivante per molti giocatori giapponesi che in ShenMue vedevano soltanto un pregevole "fuori dalla finestra" ma che sognavano ben altro sulla prestigiosa console SEGA.
    Cmq sia, come ho già ribadito altrove, non vedo posto nell'attuale panorama videoludico per il gioco di Yu Suzuki, niente spocchia, semplice constatazione.

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  3. Per la qualità dell'opera in se (invecchiata male?) o per come il mercato è cambiato ed accoglierebbe siffatto titolo?

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  4. E secondo me c'hai pure ragione, ma voglio troppo credere (illudermi?) non sia così.
    Secondo me titoli come Journey, SotC, Dear Esther, The Walking Dead e mettiamoci pure il non scontato successo commerciale dei giochi di David Cage hanno un attimo convinto di più il giocatore circa la poliedricità del vg e circa la sua capacità di coinvolgere in un mondo, in una storia, dissociandosi dai canoni consolidati.
    Certo è che Shenmue è un titolo con molti meno compromessi... Vuole raccontare una storia ma immergendo in un mondo free roaming con margini di interazioni credibili (dunque limitati), vuole fare a meno di gameplay pretestuoso ma allo stesso tempo ha la pretenziosità di durare per mooolte ore, vuole offrire tanti segreti e sfide secondarie ma le nasconde in una maniera indigesta al pigro giocatore odierno e senza prevedere alcuna ricompensa di natura strettamente giocosa (exp, item utili all'avanzamento ecc...).
    Troppo e senza compromesso alcuno...

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    Risposte
    1. Meta diciamo che ti sei risposto da solo nella seconda parte XD
      Pensa già che titoli come SoTC hanno fatto penare un bel pò di giocatori nuovi. Addirittura ho sentito molta gente che ha recuperato la collection e si è in qualche modo ''distrutta'' il bel ricordo che aveva su ps2, trovandolo oggi molto più macchinoso e difficile.
      Lo stesso ico che io trovai semplice da giovane, oggi è visto frustrante da chi lo ha rigiocato.
      Pigri noi o vecchi loro?
      Journey e Cage pure sono particolari, ma non chiedono al giocatore la stessa pazienza. Sono opere belle ma fruibili da chiunque. Uno dura 3 ore, nell'altra sei spettatore. Roba completabile pure dalla fidanzata che come pad in mano al massimo ha toccato un dildo in vita sua.
      Shenmue va giocato nell'ottica del retrogame più puro. E non è una pratica per tutti.
      Poi oh, tutto può essere. Il mondo dei videogame e dei giocatori è una continua sorpresa.

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  5. E lo so. Nella seconda parte del post ho con amarezza preso atto di certe realtà obiettivamente incontestabili. Forse è meglio ricordarcelo per quello che fu a suo tempo che vederlo rinato per come oggi può/dovrebbe essere...
    Quanta amarezza...

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  6. Io sono affranto per la mancata conclusione dell'opera ma a questo punto è meglio lasciare Shenmue nei verdi prati dei ricordi. E' un gioco strano, anacronistico, contemplativo, l'inevitabile aggiornamento lo renderebbe un clone di GTA o qualcosa di odiosamente simile. Secondo me ci è già andata grassa con Yakuza, non è il caso di tirare la corda, un corda che poi non c'è...

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