mercoledì 26 agosto 2015

The Man Who Fooled The World (again!) - Chi è davvero Venom Snake?

PC | PS4 | XBOX ONE 

Come da tradizione, alla vigilia del lancio di un nuovo Metal Gear, mi cimento nel decrittare il puzzle kojimiano allestito di trailer in trailer: la trama!... O meglio, il punto di approdo della trama stessa.
E' probabile che tra qualche settimana staremo tutti assieme a farci due risate sulle castronerie che di seguito esporrò, ma vale la pena concedersi al gusto
della speculazione, un po' per puro di diletto un po' per condividere assieme a voi, per l'ultima volta pare, quel treno d'hype che è il periodo pre-lancio di un Metal Gear Solid, meglio, di A Hideo Kojima Game. Un gioco dell'uomo che, forse, ancora una volta, ci ha fregati tutti.
Quella che mi accingo ad esporre non è innanzitutto una teoria del tutto inedita, è bensì una delle tante possibili specificazioni di un'idea base già formulata altrove, anzitempo, che ha riscosso un buon seguito tra i detective metalgeariani: Venon Snake, il protagonista di The Phantom Pain, non sarebbe Big Boss, ma un suo sosia opportunamente indottrinato, in maniera magari non tanto diversa da Liquid Ocelot (Ocelot che per effetto di ipnosi e psicofarmaci mirati credeva di essere Liquid), e formato sul campo attraverso un meccanismo precursore del progetto S3 di MGS2.

Ho ormai ragione di ritenere che il gioco sia interamente basato sul tema del doppio, a più livelli di lettura.

Infatti, se sul piano materiale Venon Snake è un doppelganger di Big Boss, su quello strettamente psichico e simbolico Venom Snake è, o meglio, diventerà un alter ego di Skull Face.

Non siete convinti?

Partiamo con ordine.

In origine doveva essere Project Ogre, un gioco sui demoni. Al reveal di MGSV: The Phantom Pain al GDC 2013, alla vista di quel Big Boss col corno da Oni, capimmo in maniera pressocché inequivocabile che "Ogre" sarebbe stata la storia della discesa agli inferi di Big Boss, la metamorfosi del leggendario soldato nello scellerato leader di Outer Heaven che sarebbe poi stato fermato dal suo erede genetico Solid Snake.

Ma chi era Big Boss ai tempi di Outer Heaven? Un uomo malvagio? Certamente, ma anche qualcuno in grado di condurre con calcolata gelidità una doppia vita: capo della Fox Hound negli USA, apparentemente in pace col Governo fantoccio, dunque con l'organizzazione Patriots e con Zero; leader senza nome e senza volto di Outer Heaven dall'altro capo del mondo, nazione militare ideologicamente agli antipodi. Questo fino a che Solid Snake non costrinse Big Boss a gettare la maschera e a palesarsi quale leader della nazione-fortezza.

Davvero un solo uomo avrebbe potuto condurre così agevolmente due vite? Operare nelle prossimità di Cypher e di Zero, condurre Outer Heaven e sfuggire alla morte per mano di Solid Snake nel '95?
E se in barba alla clonazione e alla resurrezione cibernetica (utilizzata ad esempio per Gray Fox) Big Boss (o meglio, Kojima) avesse ingannato tutti con un suo fake? Con un sosia? Con un suo phantom? E se solo alla morte di questo (ad Outer Heaven, nel 1995), saltata la copertura, fosse stato costretto a lasciare gli USA e a scendere per davvero in campo a Zanzibar Land?

Non siete convinti eh?

Ok, magari facciamo una piccola pausa di riflessione con questa graziosa scenetta dal film The Prestige di Christopher Nolan.


Il dualismo non è cosa inedita per la figura di Big Boss nella narrativa kojimiana e la sensazione maturata è che, mutuando da cinema, letteratura e finanche musica e dagli stessi vg (Cloud/Zack in FFVII?), l'asticella sia stata spostata ulteriormente verso l'alto con Metal Gear Solid 5, anzi, pardon, Metal Gear Solid V. Sì, perché Kojima c'ha sempre tenuto a che noi notassimo quella V, la V di Venom Snake.

Vediamo di mettere un po' d'ordine partendo dal progetto MGSV, precisamente da Ground Zeroes, anzi, no, partiamo dal suo annuncio sibilino: From Fox Two Phantoms Were BornFOX VS XOF. L'uno lo speculare dell'altro, come puntualmente sottolineato dai due poster promozionali.




Fin dal primo annuncio i poster sembravano suggerire per un verso l'esistenza di due Big Boss e per l'altro la presenza di una nemesi eguale ma contraria alla figura stessa del fu Naked Snake. La nemesi speculare a Big Boss, il suo riflesso distorto, scopriamo subito essere incarnato da Skull Face, i cui elicotteri e i cui soldati recano il simbolo XOF.

Emblematico che all'inizio di GZ, ci venga mostrato Skull Face, l'allegorico alter ego malvagio di Big Boss, a capo della squadra a Campo Omega, partire alla volta della Mother Base, previa rimozione di tutti gli stemmi XOF dagli elicotteri e dalle uniformi delle sue milizie. Proprio quando la telecamera indugia sullo stemma XOF in caduta, dalla scogliera emerge lo stemma FOX cucito sulla tuta di Big Boss.

Opposti ma eguali. 
Big Boss diventerà Skull Face, e così la sua pedina Venom Snake. In senso figurato ovviamente. L'associazione di Big Boss allo "skull" non è del resto cosa nuova...

Si pensi al simbolo dei Militares Sans Frontieres prima...


... o a quello di Outer Heaven poi.




"Kaz... I'm already a demon"

Ma veniamo alla questione probabilmente più destabilizzante: Big Boss si serve di un sosia in MGSV? Da quando? Come? Perché?
Ritengo che Kojima abbia piantato i semi per una sorta di Raiden 2.0, ma in una maniera ancora più netta e radicale.
In The Phantom Pain credo vestiremo i panni di un sosia creato ad hoc per consentire a Big Boss di operare  e compiere la sua vendetta nell'ombra, un uomo senza volto, né nome, come del resto il parallelismo tra Venom Snake e Skull Face esibito nel trailer E3 2015 sembrava suggerire. Un vero e proprio tramite per il giocatore, un rompere la quarta parete per l'ultimo contorto "prestigio" del maestro.


Il trailer in questione inizia con il rumore di una audiocassetta in avvio...
La voce di Skull Face subito si insinua svelando alcuni dettagli sul suo nebuloso passato


"I was born in a small village. I was still a child when we were raided by soldiers - foreign soldiers. Torn from my elders I was made to speak their language. With each new post my masters changed along with the words they made me speak. With each change - I changed too. My thoughts, personality, How I saw right and wrong... Words can kill."


Le immagini che scorrono mostrano in parallelo la metamorfosi di Venom Snake, qualcuno che evidentemente è cambiato al punto tale da vivere la vita di qualcun altro. Il launch trailer mostrato ieri palesa un ulteriore passaggio della metaformosi... Il volto di Venom Snake viene consumato dalle fiamme fino a che dello stesso non rimane null'altro che un teschio ricoperto di carne bruciata, come Skull Face. La scena chiude così il cerchio sul parallelismo tra le due figure che di fatto da un punto di vista della personalità finiscono col confondersi, come pure il loro passato, di fatto nullo ed alterato.

Il trailer dell'E3 mostra però un qualcos'altro, un'audiocassetta rubricata a penna come "From the man who sold the world".

Si tratta, per chi non lo sapesse, di una citazione di The Man Who Sold World, una canzone di David Bowie che tratta dell'incontro con un doppelganeger, lo stesso Bowie riguardo a questa song affermò: «Penso di averla scritta perché c'era una parte di me che stavo ancora cercando... Per me quella canzone ha sempre esemplificato lo stato d'animo che si prova quando si è giovani, quando ci si rende conto che c'è una parte di noi che non siamo ancora riusciti a mettere insieme, c'è questa grande ricerca, un gran bisogno di comprendere realmente chi siamo».
La scelta di Kojima non può essere stata casuale, probabilmente su quel nastro in riproduzione si nasconde la verità, magari un messaggio lasciato proprio dal vero Big Boss al suo surrogato.

Le successive immagini non fanno che rafforzare questa convinzione, mostrando Venom, con il nastro incriminato in riproduzione davanti ad uno specchio. Si tratta di un'immagine tanto emblematica e risalente come minimo al William Wilson di Edgar Allan Poe del 1834, altro racconto incentrato sul tema del doppio.
All'esito dell'ascolto, probabilmente in preda ad una profonda crisi d'identità, Venom rompe lo specchio, rinnegando con ciò la sua stessa immagine.

Ultimo indizio? Questa foto pubblicata da Kojima mostra un Big Boss diverso dalla versione mostrata nel trailer della GDC 2013, in tenuta Diamond Dogs e sulla moto. In questa foto il serpente non ha il corno e la sua benda ha due agganci per un solo laccio, mentre Venom oltre al corno presenta un secondo laccio con un secondo aggancio sul bordo in alto a sinistra della benda. Curioso, non trovate?


Inutile che continui a mettermi in ridicolo oltre, tra pochi giorni scopriremo la verità. Mi rendo conto che la metà delle idee che ho esposto sono di un certo peso e che, se venissero confermate, anche solo in parte, si creerebbe una profonda frattura tra i fan e si scatenerebbe la consueta caccia ai dettagli atta a verificare se e quante contraddizioni nella timeline e nelle motivazioni dei personaggi Kojima avrà eventualmente causato con la sua ossessione per i plot twist.
Se Venom non fosse Big Boss da una parte assisteremo ad un ulteriore estremizzazione del tema concettuale "Meme > Gene" già iniziato da MGS2 (in fondo già suggerito nel finale di MGS1 a dirla tutta, quando venne rivelato che, tra Solid e Liquid, il primo era l'inferiore), dall'altra i fan vedrebbero di fatto disattesa la promessa fatta da Kojima di raccontare la discesa negli inferi di Big Boss, dal momento che in TTP avremmo un Big Boss già burattinaio al pari dell'antitetico Zero.
Comunque vada è stato bello abbandonarsi al mindfuck più totale e al treno d'hype ancora una volta, l'ultima volta per un un MGS.

Nessun commento:

Posta un commento