l Gamer May Cry: RECENSIONE - Gears Of War Judgment: campagna single player
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venerdì 7 ottobre 2016

RECENSIONE - Gears Of War Judgment: campagna single player

XBOX 360

Judgment è uno spin off con personalità, che pur restando fedele alle sue origini, grazie alle sue differenze non risulta il solito spin off di una saga famosa fatto uscite per lucrare su un marchio che vende molto, ma un titolo con un senso riscontrabile nel suo cuore pulsante, il gameplay.



La differenza maggiore rispetto alla serie principale di Gears Of War è sostanzialmente una sola, ma in grado di mutare parecchio l'esperienza di gioco. L'impostazione da trincea delle battaglie, classica della serie, lascia spazio ad una più di mischia.
Tanti i nemici che in massa attaccano a viso aperto, richiedendo rapidità nel portare a segno i colpi e nella lettura della propria posizione per evitare di incastrarsi in qualche vicolo cieco del campo di battaglia da cui difficilmente ne verremmo fuori vivi.
Alta mobilità necessaria dovuta anche alle mappe di gioco (fra le migliori viste in un Third Person Shooter) che si prestano a lasciare scoperte più vie e quindi per restare a debita distanza dal nemico bisogna tenere sotto controllo più accessi alla propria zona.

Una mobilità necessaria che fa sì che lo stazionare dietro a coperture (la trincea tipica dei Gears) diventi solamente un mero momento per prender tempo e rifiatare per il giocatore, in quanto c'è sempre da muoversi per evitare di venire accerchiati e sopraffatti.

Agilità richiesta ben supportata nelle movenze dai nostri alter ego, permettendo alle situazioni di scontro ravvicinate di non diventare mai frustranti, anche grazie ad una telecamera che funziona benone.

Considerata la necessità di mobilità perenne, nel setting dei controlli e nelle armi si sono effettuati alcuni cambiamenti. C'è un nuovo modo per cambiare le armi, affidato non più al D pad ma al tasto Y; un setup che porta a due il numero di armi trasportabili rispetto alle tre degli altri Gears, ma questo deficit non pesa.
Sul fronte degli oggetti rinvenibili in battaglia c'è la possibilità, equipaggiando lo scudo, di poter avanzare non solo con le pistole ma anche con i fucili, di poter posizionare a piacimento per la mappa delle postazioni di fuoco automatico, alleati vitali in situazioni particolarmente dense di nemici, così come sono presenti due nuove tipologie di granata che si affiancano a quella classica. Le nuove granate rilasciano sostanze nell'aria: la prima tossica prosciugando salute, la seconda fortificante ripristinando energia (utile per dar man forte agli alleati).
Due tipologie di granate sfruttabili non solo per i loro effetti ma anche dal punto di vista strategico, considerando la visibilità ridotta che consegue al rilascio delle sopra citate sostanze.

Il tema della visibilità ridotta ricorre spesso in Judgment, sono presenti infatti numerose sparatorie con scarsa visibilità, elemento che aumenta le possibilità di trovarsi qualche verme a pochi passi.
Anche la varietà delle missioni non manca. Per quanto il gioco presenti molti più scontri ravvicinati, infatti, rispetto agli altri Gears, sono comunque presenti sezioni da cecchino con shooting a distanza, torrette per far fuoco e possibilità di entrare nei robot.


L'altra differenza che da a Judgment un'anima molto arcade è che in ogni sezione di sparatoria vanno accettate delle “regole”: combatti solo con pistole, solo fucili, ecc; termina la battaglia entro un tempo prestabilito; difendi il robot... tutte missioni da concludere cercando di ottenere il miglior score e rigiocabili immediatamente dopo averle terminate se si vuole migliorare il risultato raggiunto.

Una caratteristica genialmente contestualizzata ai fini di trama, spacciando queste “regole” come il racconto flashback di una confessione in un processo militare nel quale la squadra di Baird è incriminata (il Judgment del titolo, non è a caso).

Una trama però di per se poco rilevante, curiosa nell'idea del processo ma scevra di rivelazioni appassionanti nonostante narrando eventi precedenti al primo Gears Of War il tutto poteva essere più intrigante. Chi si aspettava svolte resterà deluso.
Tutto sommato però funziona, perché in Gears quello che conta è respirare il clima di guerra e smaciullare locuste, due aspetti presenti in Judgment più che mai. Dunque la voglia di andare avanti arriva da un ottimo gameplay e la staffetta che ci porterà a controllare tutti e 4 i membri della squadra, ripercorrendo le loro confessioni, per quanto priva di diversificazioni nella giocabilità (hanno tutti le stesse abilità/performance fisiche) risulta accattivante.


Sul fronte difficoltà la maggiore dinamicità, le regole, il fatto che i checkpoint sono meno frequenti rispetto ai Gears principali, visto che si tratta di prender parte a tante micro missioni riavviabili a scelta, comportano un innalzamento rispetto ai precedenti.
I nemici, per quanto alcune tipologie (quelle particolarmente robuste e corazzate) si espongono spudoratamente al fuoco facile, hanno la pellaccia coriacea richiedendo diversi colpi per essere abbattuti. Inoltre l' intelligenza artificiale è buona sia dietro le coperture, che non ripete sempre il solito pattern di esposizione, che per quanto concerne l'avanzamento degli avversari, che cercano di accerchiare ed attaccare in massa mettendo in difficoltà.
Nemici che però, quanto meno a livello normale, si rivelano piuttosto magnanimi, infatti una volta moribondo pur passandoci affianco capiterà quasi sempre di venire ignorati evitando di subire il colpo di grazia. Ciò è poco credibile ma non un grande peccato visto che è facile subire di frequente lo stato di moribondo e con maggiore cinismo nemico i game over sarebbero aumentati probabilmente sin troppo per un livello di difficoltà standard.
Piuttosto lucidi in battaglia e reattivi nei soccorsi i nostri alleati gestiti dalla CPU.

Per quanto concerne il lato tecnico si è a un livello di pulizia ancor maggiore del 3, non soffrendo praticamente mai di instabilità nel frame rate nonostante il grande caos che si genera a schermo.

Artisticamente la mano è quella solita, mettendoci al cospetto dei soliti paesaggi di guerra, estremamente affascinanti nella loro distruzione. Doppiaggio italiano e sonoro molto buono come sempre.

La durata dello story mode di Judgment è inferiore rispetto a quello a cui ci hanno abituato i precedenti Gears, nel gioco però è presente un altro story mode "Ripercussioni", un episodio che precede i fatti di Gears Of War 3 aumentando il monte ore in linea con la media della serie.
Ripercussioni, da sbloccare giocando a Judgment e che riprende le meccaniche dei Gears Of War principali, dunque meno mischia ma medesima adrenalina, seppur breve come episodio e anch'esso privo di rivelazioni importanti sulla storia del brand risulta una piacevolissima aggiunta all'offerta singol player. Senza poi contare che per chi si è perso le origini di Gear Of War nel gioco è contenuto il codice per scaricare gratuitamente il primo capitolo.

Come detto in apertura Gears Of War Judgment non è il classico spin off per raccogliere soldi facili da una serie di successo, è un titolo con un gameplay di personalità che si diversifica non poco dallo stile di gioco della main serie, motivo per il quale ha trovato anche molti pollici versi dai puristi del brand.
Se però non siete troppo fondamentalisti dei Gears, questa piacevole variante è assolutamente da riscoprire in attesa del quarto epico capitolo.....

....."Batti terra" 







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