giovedì 21 luglio 2016

Just Cause 2 - Amare la ripetitività

PC | PS3 | XBOX 360

Avete presente quel titolo che, non si sa per quale alchemica ragione, infilate sempre nella vostra macchina da gioco in un determinato periodo dell’anno? Bene, per me ogni estate, da un po’ di anni a questa parte, vuol dire Just Cause 2.




Non so spiegare bene il motivo. Magari è l’ambientazione esotica, il mare sconfinato, il protagonista a mezze maniche, l’afa che percepisci quando ti trovi in un deserto, la totale libertà concessa al giocatore. Non saprei. So solo che ogni maledetta estate questo gioco va a finire di nuovo nella mia PS3, e ogni volta è un divertimento senza sosta.

Ma non sono qui per parlarvi del gioco in senso stretto. Vi dirò solo che nella creatura ideata dagli svedesi Avalanche Studios vestirete i panni di un omaccione tamarro che sembra uscito da quei filmettoni action anni 80 con cui molti di noi sono cresciuti (Demolition Man con Stallone, Steven Seagal in Trappola in alto mare e altra gentaglia mitica simile) e che girerete in un vero e proprio paradiso terrestre armati con la combo rampino+paracadute, in un free roaming ignorante e chiassoso, che richiama pure i vecchi schemi di gunplay tipici dell’epoca (con mirino al centro dello schermo e senza cover system). Magnifico inoltre che il gioco non ingabbi mai il giocatore su un'unica strada. Prendiamo ad esempio una missione secondaria in cui devi distruggere tre jeep su un percorso. Puoi piazzargli le cariche adesive, per poi allontanarti e goderti l'esplosione. Puoi sparare alla gomme della macchina avanti e creare un incidente, puoi salirci sopra e sbattere fuori il conducente, puoi sparargli dall'alto con un mitra mentre svolazzi con il paracadute, puoi rubarle e buttarle in un lago, puoi ribaltarle legandone due insieme con il rampino, puoi affiancarle su un moto e crivellarle di colpi. L'unico limite è la fantasia.


Il vero punto però è un altro. Molto spesso, anche sentendo parlare di questo gioco, ho sentito pareri come ''è troppo ripetitivo, dopo 20 minuti annoia, questo gioco è pessimo''. Lungi da me non rispettare i gusti altrui, essendo io il primo ad avere dei gusti alquanto particolari. Ma vorrei soffermarmi su una parola in particolare: Ripetitività.
Just Cause 2 è vero, propone la stessa salsa free roaming dall’inizio alla fine. Conquisti basi, voli per la mappa, conquisti basi, completi missioni in cui a volte devi conquistare basi, voli per la mappa, spari in modo ignorante ai nemici, conquisti basi, voli per la mappa, finisci qualche altra missione, completi qualche sfida, conquisti basi e così via per 20-30-50-100 ore.
Ma se vi dicessi che a me tutto questo piace da morire e basta e avanza per divertirmi? Se vi dicessi che a me, questa estrema ripetitività, causa un effetto droga impossibile da frenare? Magari sarò pazzo io, magari i miei gusti stanno scendendo talmente tanto in basso che preferisco divertirmi con questo gameplay piuttosto che beccarmi il classico titolo zero gameplay ma tante emoticon nel corazon. Ma a conti fatti adoro questa formula. Sarà pure molto simile dall’inizio alla fine, ma a me diverte e quindi ha centrato quello che dovrebbe di base fare un videogame: Intrattenere divertendoti.


E’ giusto quindi criticare un titolo che non attira per la formula che propone solo per la scusa della sua estrema ripetitività? Quando poi le stesse persone che lo criticano magari hanno appena passato un anno intero su Dark Souls, qualche centinaio di ore online su Diablo oppure trecento ore in un GDR occidentale. Ed è un discorso che potrei fare su ogni genere. In uno stealth non devi forse evitare nemici e non farti scoprire? In un platform non devi solo saltare e avanzare nello schema? In un action non devi solo distruggere i nemici con stile e abilità? In un picchiaduro non devi solo affrontare scontri uno contro uno? In un JRPG non devi solo esplorare la mappa di gioco e combattere centinaia su centinaia di scontri? In un FPS non devi solo muoverti velocemente e crivellare di colpi ogni nemico a schermo? Ci sono gli ibridi e i giochi più vari, per carità. Ho giusto citato qualche esempio che non vale per tutti i generi sul mercato. Però, a conti fatti, non è vero che ognuno di noi ha una propensione maggiore verso un determinato genere, nonostante sia anch’esso ripetitivo? Non è vero che ogni gioco, da quello su cellulare a quello su console, ha la sua base ludica predominante?

Non ho mai capito la demonizzazione di alcuni titoli nella mia carriera videoludica. Non ho mai capito perché un action puro è ''che palle fai sempre quello'' mentre un FPS online è ok. Non ho mai capito perché un Musou è ingiocabile per la sua noia ripetitiva mentre una partita a Fifa o Street Fighter no. Eppure in ognuno di questi giochi ''fai sempre la stessa cosa'', solo che quest’espressione viene sempre usata un po’ a sproposito, quando fa comodo, per far prevalere come sempre il nostro impeccabile gusto in una discussione, senza capire che magari siamo i primi ad amare un titolo dalle fondamenta ripetitive. Solo che fin quando piace a noi, fin quando è la nostra droga quotidiana, va bene. Quando non lo è il gioco fa schifo. Una filosofia di pensiero che non ho mai condiviso. Un videogame può essere al massimo più curato in determinati aspetti, e quindi più divertente e profondo. Ma la ripetitività è un'altra questione.

Da precisare che questo mio discorso non vuole incentivare le formule tutte uguali. Se uno sviluppatore riesce nell’intento di mischiare un bel ritmo ludico per venga. Volevo solo dirvi che la ripetitività in genere è strettamente legata al gusto. Una formula piace o non piace, semplicemente. E a me Just Cause 2, nella sua esplosiva e concentrata formula ludica, piace e diverte da morire. E quando un videoGAME riesce ad offrirti questo, vuol dire che ha raggiunto il suo scopo. Ora, se permettete, vado ad accendere la console. Mi mancano ancora una settantina di basi da conquistare. Buon divertimento e una buona estate!


2 commenti:

  1. Parto dal buona estate Ryo! :)
    Mi ritrovo moltissimo nel discorso, ti dirò che mi è capitato spesso di amare alla follia un titolo nei suoi difetti (e appunto la ripetitività viene spesso considerata un difetto) ma ritrovarlo denigrato in rete per quello stesso motivo.
    Nel caso di just cause la formula imho funziona perchè il gioco ha carisma, il gameplay presenta miriadi di variabili nonostante gli 'obiettivi' sian sempre i soliti (cattura la base ecc), divertimento, tante possibilità d'approccio ecc.
    In poche parole il gameplay è solido e rodato, per cui ecco che fare le stesse cose lo si fa con un certo piacere e divertimento! Del resto ci son giochi interi (monster hunter, pokèmon ad esempio) che si basano moltissimo su questo concetto di ripetitività, fare e rifare sempre le stesse cose over and over. Eppure son giochi di enorme successo, molto più in giappone magari, ma anche in occidente sembrerebbe. Cercare la varietà di situazioni é sempre cosa buona e giusta ma, a volte è anche una cosa a pelle, se un gioco sa prendere e intrattenere pur nella ripetizione: benvenga! Davvero però, la cosa è molto soggettiva, inoltre molto più spesso i giochi rischiano di annacquare la loro offerta ed ammorbare il giocatore, basta prendere il 90% delle quest secondarie di vari giochi di ruolo per rendersene conto! Trovare il mix perfetto è assai difficile, secondo me Just Cause 2 ha dalla sua parte l'immediatezza e il grande numero di variabili nel gameplay! Per quanto mi riguarda la cosa che più ho amato a livello di ripetitività sono state le cacce di final fantasy XII: si tratta di uccidere il mob, riscattare la riconpensa e poi passare al successivo: ripetitivo sulla carta, ma che goduria nel farle tutte!

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  2. Ciao Ryo, e buona estate a tutti. Con me prendi bene partendo da Just Cause 2, e lo sai, conoscendomi altrove come Flight. Ho smesso con le run estive a Panau, l'arcipelago del sud-est asiatico che ospita l'avventura di Rico, solo col cambio di console dell'estate 2015. Col passare del tempo, dopo aver platinato il gioco ed averlo completato al 99,85% (il 100% non si poteva causa bug), ho trasformato il gameplay in una specie di balletto contro il tempo col seguente obbiettivo: arrivare al 99% di completamento alla massima difficoltà nel minor tempo possibile, col mio record che si attesta di poco sotto le 50 ore. Ogni volta era una partita diversa, pur conoscendo ciascuna delle 49 secondarie nel dettaglio, e ricordandomi ormai la posizione delle risorse in molte delle 269 location completabili, ed avendo praticamente brevettato la sequenza più breve per il 100% di un pozzo petrolifero, lo stesso ogni volta che partivo era un'avventura nuova, anche se ripetitiva. Un balletto continuo rampino - paracadute - furto di elicottero - esplosivo al plastico, che ogni volta mi riprendeva come una droga. Con sessioni di una ventina di minuti alla volta, ci occupavo i mesi estivi senza bisogno di comprare altri giochi. Lo stesso mi è capitato con l'ultimo gioco by Pandemic, The Saboteur, in cui il protagonista Sean Devlin liberava Parigi e la Francia dai tedeschi arrampicandosi sui tetti della capitale e facendo saltare in aria centinaia di target sulla grande mappa openworld comprensiva del nord della Francia e di una regione tedesca confinante. Il tutto viaggiando sulle macchine d'epoca, ascoltando una delle migliori colonne sonore di sempre. (provare su you tube per credere). Anche The Saboteur era pura ripetitività, con una storia principale non troppo opprimente in sottofondo. Anch'io condivido l'idea che la ripetitività sia un fattore sottovalutato, però ci vuole una certa chimica col gioco, quasi un cadere in una sorta di innamoramento. E se non scocca la scintilla la ripetitività diventa noia, come nel caso del terzo episodio della saga Just Cause. Stessa enorme mappa, stesso gameplay con l'aggiunta della tuta alare che velocizza gli spostamenti, eppure viene a noia e dopo la prima run non riesco a rigiocarci, forse perché hanno voluto esasperare l'ambientazione mediterranea, e se vedi scenari tipo le 5 terre e Capri sono una favola, ma se riempi una mappa intera di 5 terre e Capri e Ischia tutte identiche copiaincollate senza nemmeno una città il tutto viene a noia dopo il primo quarto di gioco e i primi 10 borghi identici completati. Dunque per la ripetitività drogante deve scattare la scintilla di Cupido. Altrimenti è noia.

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